Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "TREVISO"

(57° e 58° Fanteria)

Mostrina

(Prima 115°e 116° Fanteria e poi 99° e 100° Fanteria)

Costituita nei primi giorni di marzo 1915: il Comando di Brigata dal deposito del 55° Fanteria; il 115° dai depositi del 55° e del 56°; il 116° dal deposito del 1° Fanteria. Nel novembre 1917 la Brigata è disciolta per essere ricostituita il 28 febbraio 1918 coi reggimenti 99° e 100° dei quali il primo già formato fin dal 25 ottobre 1917 dal deposito del 65° Fanteria; il secondo ed il nuovo Comando di Brigata dal deposito del 66° Fanteria e coi quarti battaglioni dei reggimenti 141°, 217° e 218°

 

anno 1915

anno 1916

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Anno 1915

All’inizio delle ostilità la brigata è dislocata fra Marostica - Bassano - Vallonara - Mason Vicentino alla dipendenza della 34a divisione. Inviata il 25 maggio nei dintorni di Thiene, il 3 giugno è in prima linea sull'altopiano di Asiago, nella zona Costesin - Campo Rosà - Campo Posellaro - Ghertele - Cima Manderiolo. Quivi fino al 23 agosto i suoi reparti si alternano fra periodi di linea e di riposo.
Il 25 il 115° agisce dimostrativamente per agevolare l’attacco della brigata Ivrea contro le posizioni avversarie di Malga Costa Alta e M. Basson; gli attacchi condotti con estrema violenza e più volte rinnovati da tutti i reparti del reggimento si infrangono contro le robuste difese passive del nemico che reagisce attivamente con fuoco di mitragliatrici e con intenso tiro delle artiglierie dei forti ancora efficienti di Luserna e Busa di Verle, sì che il reggimento è obbligato a ripiegare sulle posizioni di partenza di Campo Rosà dopo aver perduto 36 ufficiali e 1041 militari di truppa.
L'eroica sua condotta in questa azione è compensata colla concessione della medaglia di bronzo al valor militare.
La brigata permane tutto l’anno nella zona ove, oltre i quotidiani lavori di rafforzamento, esegue frequenti azioni dimostrative e di pattuglie, fra le quali sono di maggior rilievo quelle svolte dal 19 al 21 ottobre e dal 4 al 6 dicembre.

Alle prime attende il 116°, il quale riesce a guadagnare qualche tratto di trinceramento avversario nella zona di Millegrobe, che il nemico tenta invano di riprendere il giorno 29, lasciando nelle nostre mani molti prigionieri, rilevante materiale da guerra e sul terreno più di 200 morti; il reggimento in detta azione perde un centinaio di uomini. La seconda serie di azioni è compiuta dal III e I battaglione del 115° contro le posizioni avversarie di Cima Norre e di q. 1505, che sono conquistate e tenute nonostante la reazione nemica.

 

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Anno 1916

Fino al 24 gennaio la "Treviso" permane nella zona di Asiago, conseguendo qualche altro vantaggio verso Malga Fratelle - Malga Campo Nord. Il 25 è trasferita nella zona Peuma - Oslavia, passando alla dipendenza della 11a divisione. I reggimenti, alternandosi in questa fronte, proseguono i lavori di rafforzamento intrapresi dai precedenti reparti e mantengono attiva vigilanza contro il nemico che è particolarmente attivo. Il 26 marzo alcuni reparti austriaci si spingono sino alla q. 206 del M. Podgora tenuta dal 116°, ma nei giorni successivi 27 e 28 vengono respinti definitivamente e catturati in parte. I nostri soffrono numerose perdite (37 ufficiali e 727 uomini di truppa, compreso un rilevante numero di dispersi).
Il 12 aprile la brigata trovasi a riposo fra Cormons e Cà delle Valade ed il 1° maggio è nuovamente in prima linea nel tratto Peuma - Podgora. Con alternative di periodi di linea e di riposo si arriva al 6 agosto, inizio della battaglia di Gorizia, nella quale la brigata ha il compito di superare le difese nemiche di q. 160 e di q. 177 del Peuma e di puntare all'Isonzo, nel tratto fra il ponte ed il caseggiato di Peuma. Tale compito è brillantemente assolto dai reparti che in tre giorni di furiosi attacchi superano le contrastate linee nemiche, raggiungono alle ore 19 del giorno 9 la riva sinistra dell'Isonzo e nelle ore pomeridiane, per Borgo Carinzia, entrano in Gorizia. Le perdite sofferte dalla brigata sono di 40 ufficiali e 700 uomini di truppa.
Il 14 agosto la "Treviso", passata alla temporanea dipendenza della 46a divisione, è a S. Pietro di Gorizia ove, dopo intensa preparazione di artiglieria e bombarde, tenta più volte l'attacco delle posizioni di q. 95, conseguendo qualche lieve vantaggio che costa rilevanti perdite: 19 ufficiali e 443 militari di truppa. Il 21 la brigata si trasferisce a Savogna ed il 30 in zona di riposo fra Boatina - Monticello - Mariano.
L'11 settembre è in prima linea sulla fronte S. Pietro - Vertoiba, ove attende a lavori di rafforzamento fino al 10 ottobre, allorché partecipa all’azione per la conquista della linea nemica ad est della Vertoiba.
La brigata ha per obiettivo, prima la q. 95 anzidetta, poi quella 98 del Sober e successivamente le qq. 102 - 123.
In tre giorni di aspri combattimenti, di furiosi attacchi e controattacchi, gli obbiettivi sono raggiunti e saldamente mantenuti contro i ritorni offensivi del nemico che soffre rilevanti perdite in morti e prigionieri ed abbandona sul terreno ingente materiale bellico.
Le perdite sofferte dalla brigata in questi giorni di combattimento ammontano a 51 ufficiali e 1217 militari di truppa.

Il 14 ottobre la "Treviso" è inviata a Villanova Judrio - Cà delle Vallade per un periodo di riposo e di riordinamento che dura fino all’8 novembre allorché torna nuovamente nelle linee del Sober (q. 102) che presidia, alternandovi i suoi reparti fino alla fine dell’anno.

 

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Anno 1917

Il 2 gennaio la brigata, sostituita dalla "Messina", è inviata a riposo nella zona Pubrida - S. Lorenzo di Mossa - Pradis ed il 14 febbraio è di nuovo in linea nel consueto tratto di fronte. Il 5 maggio passa alla dipendenza della 7a divisione, e proprio in quel giorno il nemico, con un violento attacco preceduto da intenso bombardamento su q. 95 e "casa 5 finestre", occupa un nostro posto avanzato a q. 102.
Ma il giorno 14 ha inizio un contrattacco che la brigata svolge contro la q. 102 - q. 98 est e q. 123 nord.
L’azione dura, con molto accanimento e con alterna vicenda, fino al giorno 17 ed è seguita da una serie di azioni dimostrative svolte dai reparti della brigata in concomitanza di azioni eseguite dalle unità laterali. Dopo una serie di turni di linea alternati da periodi di riposo e dopo altre piccole azioni svolte nell’agosto, la "Treviso" il 29 di detto mese è inviata a Cà delle Valade e Plasnico alla dipendenza della 13a divisione ed il giorno successivo è fatta proseguire per Gargaro (8a divisione).
Il 1° settembre sostituisce la brigata Campobasso nel settore Zagorje - Dol ed il 2 agisce col 115° contro le posizioni avversarie di q. 367 (Fortino) e poi contro q. 526 del Veliki Krib. Questa azione, alla quale efficacemente concorre anche il 116°, dura fino al giorno 7 e si integra in una serie di attacchi e contrattacchi che fruttano alla brigata tangibili progressi, ma anche le rilevanti perdite di 70 ufficiali e 1743 uomini di truppa.
L'11 settembre la brigata è a riposo a Viesnavik - Crass (30a divisione).
L'11 ottobre è inviata nella zona Zapotak - S. Jakob ed il 15 è schierata nella valle dell'Isonzo fra Krestenica - Gorenje Vas - Anhovo, passando il giorno 24 alla dipendenza del XXIV Corpo d'Armata.
Iniziatosi il ripiegamento della nostra fronte, la "Treviso", dopo successive resistenze svolte sul costone Cicer Vas - Sabink, al ponte di Auzza e sul Torre, raggiunge il Piave ove si riunisce al grosso della 13a divisione, alla cui dipendenza è intanto ripassata.

L'11 di novembre la brigata, assegnata alla 67a divisione, stremata di forza e ridotta di numero per le ingenti perdite, è sciolta.

 

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Anno 1918

La brigata Treviso viene ricostituita in Recoaro il 28 febbraio coi reggimenti 99° e 100°, il primo dei quali era già stato formato fin dal 25 ottobre 1917 e dislocato in Vallarsa. Dopo un mese di riordinamento, la brigata il 4 aprile è in linea nella zona di sinistra del T. Leno in Vallarsa, alla dipendenza della 29a divisione. Partecipa a piccole azioni locali intese a tenere impegnato il nemico sulla sua fronte e poi alterna periodi di linea e di riposo fino al 24 giugno, alla quale data, per ferrovia, è trasferita a Pontevigodarzere ed il 26 nella zona Marostica - Nove - Sandrigo. Il 9 luglio la "Treviso" sostituisce la "Toscana" sulla linea S. Francesco - Cornone ed il 12, con azioni di sorpresa, reparti del 99° prevengono un attacco nemico ed occupano il tratto di trincea Torre di Babele - Due Pini, catturandovi buona parte dei difensori e un abbondante bottino di armi e materiale e resistendo tenacemente al contrattacco sferrato dal nemico il giorno seguente.
Il 29 luglio l'avversario, dopo intensa preparazione di artiglieria, tenta un attacco al M. Cornone con reparti d'assalto, ma il suo tentativo è sventato dalla salda resistenza dei reparti in linea, sì che è obbligato a ripiegare lasciando nelle nostre mani prigionieri, armi e materiale.
Lo stesso tentativo è ripetuto dal nemico il giorno 30 ma con esito parimenti negativo. Continua l'attiva vigilanza in linea e l'invio di pattuglie fino all'11 settembre, nel qual giorno la brigata è inviata a riposo nella zona Campese - Sarzon - Valstagna, ove sosta fino al giorno 30 per ritornare nuovamente nelle consuete posizioni di prima linea.
Ricomincia l'attività di pattuglie e l'11 ottobre suoi reparti eseguono un colpo di mano sul tratto di fronte S. Francesco - Sasso Rosso, ma il nemico da q. 1125 (cespuglio) attivamente reagisce e con forze preponderanti contrattacca senza successo. Dal 13 al 20 continua l'azione di pattuglie allo scopo di tenere il contatto col nemico. Il 20 la brigata è inviata a riposo nella zona Valrovina - Sarzon e lascia in linea i plotoni arditi dei due reggimenti, passati alla temporanea dipendenza della 7a divisione, ed essi nella notte sul 24 tentano un nuovo colpo di mano contro le posizioni del Sasso Rosso, ma non ottiene il desiderato effetto a causa della intensa reazione avversaria.

Durante la battaglia di Vittorio Veneto la brigata raggiunge il 1° novembre Badenecche, Lambara e Tonderecar, il 2 Costa Alta, Forcellona ed il M. Lisser, il 3 Grigno e Selva ed il 4 l'armistizio la trova nella zona di Roncegno.

 

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