Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "VALTELLINA"

(65° e 66° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 65° Fanteria, Cremona - 66° Fanteria, Reggio Emilia.

Distretti di reclutamento: Nola, Pinerolo, Pistoia, Reggio Calabria, Roma, Siracusa, Sulmona, Teramo, Venezia, Voghera.

 

anno 1915

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Anno 1915

Allo scoppiare delle ostilità la brigata già trovasi in zona di operazioni sulla destra dello Judrio, fra Castel del Monte e Janich, alla dipendenza della 7a divisione.
Il 24 maggio, oltrepassato il confine, occupa senza resistenza la dorsale del M. Korada e si schiera poi, ai primi di giugno, lungo la fronte Kambresko - Maria Zell, ove compie azioni dimostrative e tentativi di passare l’Isonzo nei pressi di Canale e Bodrez.
Il 21 giugno si trasferisce nei pressi di Volzana e la notte sul 4 luglio, mentre è in corso la I battaglia dell'Isonzo (23 giugno - 7 luglio), attacca col 66° reggimento e il I/65° il nemico fra ponte S. Daniele (strada Volzana - Tolmino) e Kosarsce; ma la solidità delle difese accessorie arresta lo slancio degli attaccanti e soltanto il II/66° riesce, di sorpresa, ad occupare una trincea nemica sulle pendici nord-ovest di S. Maria ed a mantenervisi, malgrado i contrattacchi avversari.
Il 14 agosto l’offensiva viene ripresa con un nuovo attacco contro S. Maria, che consente solo, ed a prezzo di gravi perdite, di avvicinarsi al primo ordine di reticolati e di rafforzarvisi. Altri tentativi vengono rinnovati, dai battaglioni alternantisi a turno in prima linea, ma con scarsi risultati, data la forte efficienza delle difese predisposte dall’avversario sull’altura, che costituisce la sentinella avanzata della piazzaforte di Tolmino.
Durante la 3a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre - 4 novembre) la lotta si riaccende violenta; specie fra il 2 e il 31 ottobre si rinnovano gli sforzi per impadronirsi di S. Maria, senz’altro risultato che il sacrificio di 1400 uomini e 79 ufficiali.

Anche fra il 26 novembre e il 2 dicembre (4a battaglia dell'Isonzo, 10 novembre - 5 dicembre) si ritenta invano la conquista dell’altura; dopo il 2 dicembre si riprendono i lavori di approccio e di rafforzamento.

 

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Anno 1916

Nessun avvenimento notevole si verifica sulla fronte della brigata, che rimane dislocata sempre nel settore di Tolmino, durante i mesi di gennaio e febbraio. In marzo essa concorre alla 5a battaglia dell’Isonzo (11-29 marzo) compiendo, fra il giorno 10 e il 19, piccole azioni dimostrative contro le posizioni di S. Maria.
Nella notte sul 18 il nemico attacca la linea presidiata dal 65° fanteria, riuscendo ad occupare alcuni elementi di trincea nella piana di Volzana.
Il giorno 26 la brigata Valtellina viene sostituita ed inviata nei pressi di Cividale, donde si trasferisce per ferrovia nella zona di Brescia; il 27 aprile si sposta nelle Giudicarie ed il 28 entra in linea nel tratto Cima Cingla - Val Croina - Cima Palone - M. Melino, rimanendovi fino alla metà di ottobre, senza compiervi operazioni di rilievo.
Il 13 ottobre viene destinata sulla fronte del basso Isonzo, ove il giorno 28, alla vigilia della 9a battaglia dell’Isonzo (31 ottobre - 4 novembre) trovasi riunita a Vermegliano, alla dipendenza della 33a divisione. Il 2 novembre entra in linea per proseguire l’azione offensiva contro q. 208 sud; le posizioni nemiche vengono conquistate e, benché un ritorno offensivo nemico costringa alcuni reparti a retrocedere, la quota rimane in nostro possesso.

Nei giorni successivi i battaglioni della "Valtellina" si rafforzano sulle posizioni conquistate e si riordinano, avendo subito perdite sensibili (oltre 1500 uomini, dei quali 49 ufficiali), alternandosi poi fino a tutto dicembre fra le trincee e la zona di riposo Ronchi - Vermegliano.

 

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Anno 1917

Alla metà di gennaio la brigata viene inviata nel Trentino ed il 5 marzo, alla dipendenza della 44a divisione, entra in linea nel tratto Corno Pasubio - Cosmagnon, ove rimane fino ai primi di luglio, attendendo alacremente a lavori difensivi. Ritorna quindi sulla fronte del basso Isonzo ed il 15 luglio trovasi riunita a Redipuglia, alla dipendenza della 61a divisione; il giorno 20 si schiera nel tratto q. 238 - Jamiano, alternando i reparti fra la prima e la seconda linea fino alla ripresa dell’offensiva (11a battaglia dell'Isonzo, 17 agosto - 12 settembre) alla quale partecipa, col compito di puntare in direzione delle posizioni nemiche fra Selo e Stari Lokva. Il 21 agosto, con brillante azione, il I/65° riesce a conquistare q. 241 di Selo, catturando circa 1500 prigionieri compreso un intero comando di reggimento; ma un violento contrattacco costringe il battaglione a sgomberare parte delle posizioni occupate; la lotta continua per tutta la giornata senz’altri risultati notevoli. Nella notte sul 24 la brigata, che ha avuto oltre 1500 uomini fuori combattimento dei quali 67 ufficiali, scende a Vermegliano per riordinarsi.
Inviata nuovamente in linea il 4 settembre nel settore di Flondar, nella mattinata stessa il nemico lancia un poderoso attacco, particolarmente violento contro il tratto di fronte lungo le paludi del Lisert, da q. 145 sud fino al mare, presidiato dal 65° fanteria. Il II/65° viene sopraffatto e quasi distrutto ed il nemico, penetrato fino alla galleria di Lokavac, ove trovavasi il comando del 65°, vi provoca con lancio di bombe lo scoppio del deposito munizioni, in seguito al quale tutto il comando del reggimento, compreso il valoroso colonnello Piovano, rimane distrutto. Le perdite della brigata nella giornata del 4 settembre ammontano a oltre 2900 uomini fuori combattimento, dei quali 80 ufficiali.

Il 10 settembre la "Valtellina" ritorna in zona di riposo donde, con successivi trasferimenti, si disloca, il 29, nei pressi di Brescia ed il 30 in Val d’Ampola (Cremalzo - Storo - Condino) alla dipendenza della 6a divisione.

 

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Anno 1918

La brigata rimane dislocata nel settore M. Palone - M. dei Pini fino al marzo, senza partecipare ad operazioni, quindi si trasferisce per ferrovia in Val Camonica, ove il 29 marzo trovasi dislocata fra Breno e Darfo, alla dipendenza della 20a divisione
Il 1° maggio entra in linea nel tratto Lavanech - M. Melino, compiendovi turni di trincea fino al 26 luglio; passa poi in riserva nei pressi di Bagolino.
Il 10 settembre per ferrovia si trasferisce nei pressi di Vicenza ove è riunita il 16 alla dipendenza di nuovo della 6a divisione.
Il 2 ottobre la brigata si schiera in Val d’Assa, sul tratto tra Sculazzon e Punta Corbin.
Iniziatasi la battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre - 4 novembre), sulla fronte Astico - Altipiani mantiene una costante pressione sul nemico, compiendo ripetuti colpi di mano contro le posizioni di Cima Tre Pezzi. Ben presto il felice esito della nostra offensiva sul Montello e sul Grappa si ripercuote anche sulla fronte Astico - Altipiani, che comincia a sgretolarsi. Iniziata nella notte sul 2 novembre l'avanzata generale, la sera del 2 la brigata, superata la Val d'Assa, raggiunge Rotzo e Castelletto. Il 3 novembre prosegue per il fondo della Val d’Astico e si spinge sino a Carbonare, dopo aver catturato alcune migliaia di prigionieri.
Alle ore 15 del 4 novembre, al cessare delle ostilità, la brigata si riunisce a Vigolo Vattaro.

 

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