Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "VENETO"

(255° e 256° Fanteria)

Mostrina

 

Costituita il 12 marzo 1917: Il Comando di Brigata ed il 255°, dal deposito del 2° Fanteria; il 256°, dal deposito dell'11°

 

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1917

Nella zona fra Merlengo, Volpago, Selva, Povegliano, Villorba, Paderno e Postioma affluiscono, verso la metà di febbraio, i vari battaglioni destinati a costituire la brigata Veneto, assegnata alla 57a divisione. Dal 15 al 18 aprile è trasferita, per via ordinaria, nella zona di Asiago, fra Conco, Costa, Crosara, Tortima e Vallonara, per portarsi nei giorni 2 e 3 maggio, in quella fra Stoccaredo, Zaibena e Campi di Mezzavia, ove è adibita a lavori di fortificazione.
Il 3 giugno la brigata è inviata fra Campo Cavallo e Pian di Ronchetto, passando alla dipendenza della 13a divisione, cui è affidato il compito di impadronirsi delle posizioni nemiche di pianoro dello Zebio. La "Veneto" dovrà col 255° impadronirsi del ciglio di Val Galmanara a sud di q. 1778, collegandosi a sinistra con truppe della 25a divisione ed a destra con quelle della brigata Catania; il 256° sarà in riserva. Il giorno 8 il 255° assume il suo schieramento con il III battaglione a Croce S. Antonio, e gli altri due rispettivamente ad ovest (I) e a sud (II) del fortino "Sassari"; il 256° si porta nel bosco di S. Antonio ed il 9 si disloca a sud-ovest di Croce S. Antonio. Sferrato il giorno 10, l'attacco, riparti del I battaglione si lanciano con impeto verso le posizioni nemiche, ma le accidentalità del terreno rendono l'avanzata difficile e danno modo all'avversario di rendere più efficace la sua azione difensiva. La lotta s'impegna accanita, accorre in rincalzo il II battaglione, ma la reazione non scema d'intensità, sì che i riparti avanzati sono costretti a sostare ed a rafforzarsi sulle posizioni raggiunte, che il nemico tenta invano di riprendere il giorno successivo. Il 255° ha perduto 16 ufficiali e 245 militari di truppa. La notte sul 14 è sostituito in prima linea dal 256° e si porta a Pian di Ronchelle, per costituire poi rincalzo a Croce S. Antonio il giorno 16, in vista della nostra ripresa offensiva. Il 19, dopo conveniente preparazione di artiglieria, il I/256° inizia il suo attacco, ma è anch'esso colpito da nutrite scariche di mitragliatrici provenienti dalle quote 1706 e 1673. Ciò nonostante i suoi riparti e quelli del III, accorso in rincalzo, riescono a portarsi fin sotto la trincea avversaria, parando un vivace contrattacco nemico, ma più tardi la violenta reazione obbliga i nostri a ripiegare sulla linea di partenza, dopo aver perduto 21 ufficiali e 648 gregari quasi tutti del 256°.
Né esito favorevole riesce ad avere un colpo di mano tentato il 22 da due riparti arditi del 255° sul posto avanzato nemico collocato al vertice dell'imbuto prodotto dalla esplosione di una mina.
Il 23 giugno la brigata, rilevata dalla "Pesaro", scende a riposo fra Campomulo e Passo Stretto, ove attende al suo riordinamento e compie lavori di sistemazione difensiva.
Il 4 luglio il comando di brigata ed il 256° sono inviati a Campo Cavallo, ove il 9 si trasferisce anche il 255°. Il giorno 10 la "Veneto" è trasferita a C. Cornetta (sud di Enego). L'indomani inizia, dalla stazione di Cismon, il trasferimento per Strassoldo proseguendo di lì per Villanova dell'Iudrio, ove arriva il 13, alla dipendenza della 10a divisione.
Nei giorni 19 e 20 riprende la marcia e per Campolongo si porta a Staranzano (34a divisione).
Destinata a sostituire la "Mantova" sulla fronte dal mare a q. 89, esegue il movimento tra il 27 ed il 29.
Nei giorni 14, 15 e 16 agosto è inviata nei pressi di Pieris (16a divisione) per proseguire il 22 per la zona Campolonghetto - Castions di Mure. Il 26 parte, per ferrovia, da Torre di Zuino il 256° diretto a Ronchi. Il 1° settembre sono inviati, con automezzi, a Pieris, il comando di brigata ed il 255°. La brigata, ripassata alla dipendenza della 34a divisione, assume, il 3 settembre, il comando dello sbarramento del vallone di Brestovizza, dalle falde di q. 146 al ciglione che va da q. 219 a Selo e le è commesso il compito della polizia del fondo di Val Brestovizza; deve inoltre consolidare con azioni metodiche e progressive, il possesso della linea marginale difensiva. Intanto la notte sul 4 il nemico, preceduto da intenso fuoco di artiglieria e di mitragliatrici, attacca ed occupa, dopo viva lotta, le quote 146 e 146 bis, minacciando di aggiramento la linea tenuta dal 256°, che è costretto a sgombrarla in parte.
Sferrato il nostro contrattacco, in concomitanza di quello svolto dalle truppe operanti a destra, contro la q. 146, il 256° riesce, vincendo gravi ostacoli, a rioccupare la linea "1a" ove aveva lasciato alcuni suoi nuclei. La "Veneto", che ha perduto in detta operazione 15 ufficiali e 598 gregari, compresi i dispersi, è sostituita in linea dalla "Murge" il giorno 5 ed inviata nella zona di Pieris (28a divisione) per proseguire, il 9, per quelle di Terzo, S. Martino, Polzin e Malborghetto.
Fra il 25 ed il 26 settembre essa ritorna a Ronchi (33a divisione) e nei due giorni successivi rileva in linea la "Murge" e qualche riparto della "Cosenza".
Dopo un avvicendamento in trincea dei suoi battaglioni, la brigata il 15 ottobre è ritratta dalla prima linea ed inviata fra Mortesins (255°) e Saciletto (256°) ove intraprende un periodo d'istruzione e di allenamento.
Il 26 passa alla dipendenza della 4a divisione ed è incaricata della sistemazione a difesa delle rive del Torre nei pressi di Viscone. Il 255° disloca, fra il 26 ed il 27, un battaglione a Visco, uno a Jalmicco ed il terzo sulla riva destra del Torre da Nogaredo fino alla confluenza del Torre col Natisone; il 256° lascia due battaglioni a Salicetto in riserva ed uno nelle trincee ad est di Ruda.
Il 28, in seguito all'offensiva austro-tedesca, la brigata inizia il ripiegamento sulla linea del Cormor seguendo l'itinerario S. Vito, Visco, Privano, Bagnaria Arsa, Fauglio, Porpetto, Corniolo, Paradiso. Il 29 raggiunge il Cormor e si schiera per ala: il 255°, a sinistra, fino a 400 metri a sud di S. Andrat; il 256°, a destra, fino ad occupare Paradiso.
Il 30 ottobre la "Veneto" riprende la marcia verso il Tagliamento ed il 31 è a Morsano, passando alla dipendenza della 45a divisione. Il 1° novembre ha ordine di presidiare con un battaglione la linea del Tagliamento da Carbona a S. Paolo, tenendo gli altri nei pressi di Ramuscello. Il nemico apre il fuoco su Varmo ed in attesa di un suo attacco tutto il 256° si schiera, mentre il 255° si ammassa fra Saletto e Gavuzze. Il 5 novembre si riprende il ripiegamento e la brigata raggiunge la Livenza. Il 6, seguendo l'itinerario Lorenzaga, Motta di Livenza, ponte di Redigole, Brunesca, Piavon, Rustigne, Fagarè, S. Bartolomeo, si porta sulla destra del Piave ed il 17 si schiera da Salettuol sino a Casa Onesti col 255° in prima linea ed il 256° in seconda a Maserada.
Il 10 le è affidata la difesa della Grave di Papadopoli e le sono assegnate una batteria da montagna, una compagnia pontieri ed il XIX battaglione d'assalto che è schierato nell'isola delle Grave.
Il giorno 13 il nemico attacca di fronte alla Grave, obbligando la compagnia di testa del battaglione di assalto a ripiegare; più tardi il resto del battaglione è ritirato dall'isola; è tolto il ponte di Salettuol e sono ritirati i riparti inviati nell'isola per lavori di disboscamento. Il 16, alcune nostre pattuglie e riparti lavoratori ritornano alle Grave, ma sono di nuovo ritirati in vista di un'azione nemica. Il 256° è inviato temporaneamente a Pero alla dipendenza della brigata Caserta. Il 21 novembre i due reggimenti si sostituiscono nelle rispettive posizioni. Continuano le azioni di pattuglia ed i piccoli colpi di mano fatti dai riparti di linea, come quello dell'occupazione dell'isolotto "senza nome" a sud dell'isola di Murano avvenuto il 3 dicembre.

Il 5 ed il 15 i reggimenti si scambiano nuovamente. Il 27 la "Veneto" assume la difesa di tutto il settore della divisione, rilevando i riparti in linea della "Cosenza" e schierandosi con tre battaglioni in 1a linea, due in 2a ed uno in riserva.

 

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Anno 1918

Il 6 gennaio la brigata, sostituita in linea dalla "Cosenza", si reca presso Treviso per un periodo di riposo e di riordinamento. Il 15 passa alla dipendenza della 31a divisione. Nelle notti sul 30 e sul 31 ritorna sulla consueta fronte al posto della "Cosenza". Fino al 14 giugno la "Veneto" si alterna con altre unità nella difesa del Piave, tenendo a bada il nemico colla solita attività delle sue pattuglie e con qualche ardito colpo di mano.
Sferratosi, il 15, l'offensiva nemica preceduta da intensissimo tiro di preparazione, l'avversario, protetto dal denso fumo, riesce a porre piede sulle isole "Stromboli" e "Maggiore", dirigendosi verso Salettuol, costringendo i riparti ivi schierati ad un parziale ripiegamento. Altri nuclei nemici riescono ad avvicinarsi alla nostra linea verso Fontebasso e verso casa Pozzobon. Accorsi in linea i rincalzi e operato il nostro contrattacco con violenza pari all'immanenza del pericolo, il nemico, dopo lotta accanita e stretto in una morsa, è ricacciato al di là del fiume, dopo aver perduto 1037 prigionieri dei quali 30 ufficiali, cannoni, armi portatili e munizioni. Le perdite della brigata sono di 10 ufficiali e 280 gregari.

Sostituita dalla "Puglie" e da altri riparti, nei giorni 21 e 23 giugno, si porta nella zona fra Villorba e Pezzan di Melma. Il suo contegno nella battaglia, oltre ad essere menzionato nella motivazione della medaglia d'argento al valor militare concessa alle sue Bandiere, è citato anche nel bollettino di guerra del Comando Supremo. Dal 14 al 16 agosto la brigata torna nel consueto settore ove riprende la sua attività. Il 28 settembre entra in linea, alla dipendenza tattica del 256° ed a sinistra della strada Maserada - Salettuol, il II battaglione del 332° reggimento di fanteria americano, che era stato dislocato nella zona di Varago fin dal giorno 14. Il 15 e 16 ottobre la brigata, sostituita dalla "Macerata", va a riposo nei pressi di Treviso. Il battaglione americano è ritornato a Varago fin dal 14. Il 19 la "Veneto" è spostata nella zona fra Casale sul Sile (255°) e Melma (256°), il 29 nei pressi di Varago ed il 30, iniziatasi la nostra vittoriosa avanzata, passa il Piave e sosta fra Rai e Fontanelle. Prosegue poi verso Visna ed il 31 giunge a Gaiarine, ove arrivano anche i due battaglioni del 256° che erano stati dislocati a sud di Campomolino, alla dipendenza della brigata Caserta. Il 2 novembre la "Veneto" prosegue per Prata di Pordenone, il 3 per Pescincanna e Fiume Veneto ed il 4 per Casarsa della Delizia, ove è fermata dall'armistizio "Badoglio".

 

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