Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "VENEZIA"

(83° e 84° Fanteria)

Mostrina

 

Sede dei reggimenti in pace: 83° Fanteria, Pistoia; 84° Fanteria, Firenze.

Distretti di reclutamento: Ascoli, Bergamo, Campagna, Catania Gaeta, Orvieto, Torino, Treviso.

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

All’atto della mobilitazione la brigata trovasi già in zona di operazione in occupazione avanzata nel sottosettore Lisser - Brenta, dislocata con l’83° nei pressi di Valstagna - Carpené e l’84° a Feltre, alla dipendenza della 15a divisione. Il 24 maggio giunge sulle posizioni di Costa Alta e di Col d’Antenne ed il giorno successivo arriva a Tezze; il 30 maggio, senza incontrare resistenza l'83° col 58° fanteria spingono i propri reparti sulle posizioni di Cima Caldiera - M. Mezza – la Forcella Silena - la Rocchetta, occupando Grigno ed i centri abitati della Conca di Tesino. Nei primi giorni di giugno la brigata esegue varie ricognizioni nella zona compresa fra Strigno, Spera ed il torrente Maso ed a cavallo della V. Sugana portando la linea di resistenza oltre Ospedaletto. Il 10 giugno occupa Strigno. Segue un periodo di relativa calma; il 15 agosto la brigata procede all’occupazione della linea del torrente Maso, contrastata da intenso fuoco dell’artiglieria nemica; nei giorni successivi nostri reparti prendono posizione lungo il tratto S. Giorgio - Borgo - M. Salubio.

In ottobre, per dare maggiore efficienza alle posizioni raggiunte, si precede alle operazioni per la conquista di M. Valpiana; l’avanzata, iniziata il giorno 18 ottobre, procede penosamente per le difficoltà del terreno: i reparti possono però giungere nella giornata su M. Setole, scacciando pochi nuclei nemici ivi annidati. Il 10 novembre l’azione contro Valpiana viene rinnovata, ma le avverse condizioni atmosferiche la fanno sospendere. In seguito per rendere più solide anche le nostre linee difensive di fondo valle, il 28 dicembre si effettua un attacco per l’occupazione di M. Carbonile sulla destra del Brenta, ma la forte resistenza del nemico impedisce di raggiungere il risultato voluto.

 

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Anno 1916

Il 1° gennaio il II/83°, rinforzato da reparti alpini, ritenta l’operazione contro M. Carbonile che è ostacolata anche questa volta da un violento fuoco di artiglieria e fucileria.
Fino a tutto marzo non avviene alcun fatto notevole, salvo un riuscito colpo di mano compiuto, il 19 febbraio, sulla cima di M. Collo.
Dal 3 al 5 aprile reparti della brigata svolgono vivace combattimento ed occupano saldamente Volto, cercando di estendere l’azione nella zona di S. Osvaldo; non è però possibile vincere la resistenza nemica ed i reparti attaccanti sono costretti a ripiegare nelle primitive posizioni di Volto. Ripresa l’offensiva, il 10 aprile, due battaglioni dell’84°, I e IV, occupano S. Osvaldo e nel settore di Val Maggio il II/83° unitamente a reparti del 32° fanteria raggiunge le posizioni di M. Carbonile e vi si mantiene, nonostante il violento fuoco di reazione dell’artiglieria nemica. Il 13 aprile viene svolta una azione offensiva verso Spigolo Fratasecca e M. Broi, ma la tenace resistenza nemica obbliga i reparti a ripiegare sui trinceramenti di partenza.
L’avversario passa all’offensiva iniziando il 16 aprile l’attacco delle nostre linee fra M. Collo o M. Broi e con forze prevalenti costringe i reparti della brigata a ripiegare in direzione di Volto e dietro la linea del T. Larganza ove viene nettamente arrestato.
Il 24 aprile la brigata, ricevuto il cambio, si trasferisce nella Conca di Tesino con l’84°, mentre l'83° si porta a Grigno; essa ha perduto nelle citate azioni 45 ufficiali e 750 uomini di truppa.
Nel settore di Val Sugana la pressione del nemico, in seguito alla offensiva generale da lui iniziata il 15 maggio, costringe i nostri a ripiegare dalle posizioni avanzate di Val Maggio. La brigata non trovasi in prima linea nei primi giorni dell’attacco: il 24 maggio però, dato l’arretramento avvenuto, le posizioni del M. Levre presidiate dall’84° e quelle di M. Civaron dall’83° sono attaccate dal nemico, il quale, malgrado il violentissimo fuoco di artiglieria, non raggiunge lo scopo in grazia all’immediato contrattacco dei nostri.
Il 25 maggio, in base ad ordini ricevuti, le posizioni di M. Civaron sono abbandonate e l’83° si schiera lungo le linee arretrate di Ospedaletto. Il 20 giugno, attenuatasi gradualmente la pressione avversaria, il reggimento ritorna nella conca di Tesino ed alla fine del mese rientra in prima linea da Simone verso M. Cima assieme all’84°, che nel frattempo si è schierato da M. Levre a Strigno e a Spera. Ai primi di luglio hanno inizio in Val Sugana operazioni offensive intese alla riconquista del M. Civaron e delle posizioni di sinistra del T. Maso; reparti della brigata con grande slancio, vinta la resistenza nemica, riescono ad impadronirsi del gruppo montano di Prima Lunetta.

Necessitando rafforzarsi sulle posizioni raggiunte, la brigata dislocata lungo la fronte M. Cima - Forcella Magna, vi attende nei mesi successivi alternando i lavori con frequenti azioni di pattuglie.

 

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Anno 1917

Nessun avvenimento notevole fino al 13 agosto, allorché la brigata sostituita in linea, inizia il movimento per trasferirsi nella zona della 2a Armata.
Il 28 agosto giunge a Ravne e nella notte sul 3 settembre entra in prima linea nel tratto Madoni - Na Kobil a immediato contatto del caposaldo nemico di q. 800 (est di Na Kobil) passando alla dipendenza della 53a divisione in sostituzione della brigata Teramo (241° - 242°) impegnata nella battaglia sin dall’inizio e già duramente provata.
E’ in pieno svolgimento la 11a battaglia dell’Isonzo, nella quale la 53a divisione ha portato, attraverso non lievi difficoltà ed aspri combattimenti, la nostra linea dal Vodice al margine nord occidentale dell’altopiano di Ternova: la brigata concorre alle operazioni resistendo, dal 4 al 5 settembre, a violenti contrattacchi tentati dal nemico per ricacciare i nostri che lo premono tenacemente da vicino sulle posizioni di q. 800.
Sospesa l’offensiva generale, la brigata il 18 settembre, dopo alcuni giorni di calma relativa impiegati nel rafforzamento delle linee, estende a destra la sua fronte, occupando con un battaglione dell'84° e con reparti mitragliatrici il tratto di linea fino a Caverna (sud est di Fobca) in sostituzione di due battaglioni del 270° fanteria, passando così alla dipendenza della 44a divisione. Il 28 settembre riceve l’ordine di ampliare l’occupazione di q. 800 strappandola al nemico, prima che esso ne aumenti la efficienza ed in modo da raggiungere una linea difensiva più sicura e dominante il Vallone di Chiapovano.
Il 29 settembre ha inizio l’azione, alla quale partecipano il III/83°, il I/84° e la 5a compagnia d’assalto.
Alle ore 8 le colonne di attacco superano, con impetuoso slancio, le solide difese avversarie e piombano rapidamente sui cocuzzoli di q. 800, sorprendendo nelle caverne il nemico sbigottito dal violento bombardamento e sopraffatto dalla celerità dell’azione. Proseguendo il movimento i battaglioni spintisi risolutamente avanti, dilagano sul rovescio delle posizioni brillantemente conquistate, occupano le seconde linee portandovi lo scompiglio e catturando numerosi difensori, che, in tutta la giornata, sommano ad un migliaio più 47 ufficiali.
La reazione nemica è quasi immediata: un furioso bombardamento e violenti contrattacchi si susseguono per tutto il giorno, senza però infrangere la salda resistenza dei battaglioni della "Venezia", che mantengono saldamente la posizione e alacremente la rafforzano.
La sera del 30 settembre la brigata riceve il cambio e si trasferisce nella zona fra Bate e Ravne e quindi a Cà delle Vallade, ove attende ad esercitazioni varie.
Per le azioni sull’altopiano della Bainsizza le bandiere dei reggimenti vennero decorate della medaglia d’argento al valore militare.
In seguito alla situazione creatasi sulla fronte Giulia, la brigata, il 26 ottobre, richiamata in linea si schiera a q. 383 (Plava) per proteggere il ripiegamento delle truppe del II Corpo d’Armata; sull’imbrunire del 27, assolto tale compito, ripassa l’Isonzo, quindi per S. Giorgio di Brazzano giunge ai ponti sull’Iudrio, che fa saltare nelle prime ore del 29.
Ricevuto l’ordine di proseguire oltre il Tagliamento, e giunta nei pressi di Orgnano, due battaglioni dell’83° vengono quivi distaccati in aiuto di altri reparti premuti dal nemico; ma essi, sopraffatti da forze soverchianti ed accerchiati, dopo accanita lotta perdono gran parte dei loro uomini fra morti e prigionieri.
Il rimanente della brigata prosegue per Gallariano e Pozzecco, ove il 30 ottobre viene organizzata una tenace resistenza: il nemico però incalza fortemente. Nella notte la marcia è ripresa con grave difficoltà per Flambro, Flambruzzo e Rivignano, verso il Tagliamento che nelle prime ore del 31 la brigata, divisa in due nuclei, passa sui ponti di Madrisio e Latisana.
Oltre il Tagliamento il ripiegamento prosegue con difficoltà sempre maggiori e la brigata si scinde in vari gruppi: il gruppo principale, per Casarsa della Delizia (1° novembre) Zoppole (2 novembre), Puja (3 novembre), Vazzola (5 novembre), nella notte sul 6 passa il Piave al ponte della Priula e per Nervesa si porta a Volpago.
I gruppi minori raggiungono il 6 novembre in parte il gruppo principale a Volpago, ed in parte proseguono la marcia fino a Piazzola sul Brenta.
In tali zone la "Venezia" inizia la sua ricostituzione avendo finora perduto 68 ufficiali e 1165 militari di truppa.

Segue un periodo di spostamenti fino a che la brigata si ferma, i primi di dicembre, nei pressi di Collecchio (Parma) per compiervi un periodo di riordinamento e d’istruzione.

 

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Anno 1918

Ai primi di febbraio la brigata si porta nella zona fra il Lago di Garda e il Mincio, alla dipendenza della 34a divisione, ove compie un periodo di istruzioni fino ai primi di giugno.
Il 10 giugno entra in prima linea nel settore di Val d’Adige, lungo il tratto Coni Zugna - Cima Levante, ove fino all’ottobre i reparti si alternano nel servizio di trincea sulle posizioni di prima linea senza avvenimenti notevoli, salvo ricognizioni e piccole azioni di nuclei arditi.
Il 20 ottobre, ricevuto il cambio, si, porta nella zona Carmignano di Brenta - Pozzoleone quale unità di riserva, e vi rimane fino alla cessazione delle ostilità.

 

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