Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "VERONA"

(85° e 86° Fanteria)

Mostrina

Sede dei reggimenti in pace: 85° Fanteria, Trapani - 86° Fanteria, Palermo.

Distretti di reclutamento: Aquila, Cagliari, Firenze, Lecce, Livorno Mantova, Spoleto, Vicenza.

 

anno 1915

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1915

La brigata, giunge il 1° giugno nei pressi di S. Pietro al Natisone, e di qui si trasferisce, il 6 a Mlinsko (Caporetto) alla dipendenza della 8a divisione, quale unità di riserva per le operazioni in corso sulla fronte Sleme - Mrzli Vhr. Non viene impiegata ed il 12 luglio si sposta nella zona di Cormons, passando agli ordini del comando della 23a divisione.
Il 28 luglio essa trovasi tra Gradisca e Sdraussina ancora come unità di riserva ed i suoi battaglioni a turno compiono periodi di trincea nel settore nord - ovest del Monte S. Michele (q. 180) attendendo fino ai primi di ottobre a lavori difensivi ed a ricognizioni di piccoli reparti.
Alla ripresa della nostra offensiva sul Carso, alla brigata è assegnato il compito di attaccare le posizioni tra Peteano e le pendici del S. Michele. Il 21 ottobre l’azione è iniziata dall'86° fanteria; il I battaglione, dopo violenta e decisa azione occupa Peteano e si spinge sino alle alture di Boschini, mentre i battaglioni operanti contro le linee del costone di Monte S. Michele, malgrado l’energia dell’attacco, non raggiungono sensibili risultati.
Nei giorni successivi l’azione è rinnovata con estrema tenacia anche dai battaglioni dell'85° e finalmente nella giornata del 28 sono conquistati alcuni elementi di trincea fra Cima 2 e Cima 3 del M. S. Michele. Il 3 novembre l'86° avendo a suo rincalzo due battaglioni del 129°, operante alla sua destra, occupa, dopo vivo combattimento, la trincea nemica di q. 197 (S. Michele) catturando una cinquantina di prigionieri e due mitragliatrici. Dopo altre giornate di violenta lotta, il 19 novembre la brigata, ricevuto il cambio, è inviata a Chioprìs per riposare. Essa ha perduto finora 74 ufficiali e 2887 uomini di truppa.

Destinata in Albania, il 26 novembre la "Verona" inizia il trasferimento a Taranto per imbarcarsi. Il 4 dicembre, durante la traversata, viene silurato il piroscafo "Re Umberto" sul quale è imbarcato il I/86°: 29 soldati periscono nel naufragio. Il 7 dicembre, riunitasi nei pressi di Valona, si trasferisce nel settore assegnato, schierandosi coll’85° lungo il corso della Vojussa dalla confluenza della Susica sino all’altezza di Dorca e con l’86° nel tratto M. Kuresì - Kioro.

 

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Anno 1916

In Albania i reparti attendono a lavori di rafforzamento e stradali senza partecipare ad azioni di notevole importanza.
Il 18 febbraio il I/86° è inviato a Durazzo in rincalzo della brigata Savona e con essa coopera alla difesa di quella città, rientrando il 26 a Valona.
Il 13 marzo la brigata passa alla dipendenza della 14a divisione ed assume la difesa del sottosettore ovest (Val Dukati); il 24, senza incontrare forte resistenza sono occupate le posizioni di q. 1669 (monte Krasa) e quello del Maya, Laps e del Kundrenica. Nei giorni successivi i reparti attendono al rafforzamento delle nuove linee raggiunte e trascorrono in seguito un periodo di attività normale fino all’8 maggio, alla qual data la brigata, richiamata in Italia, inizia il movimento di ritorno ed il 18 trovasi riunita nei pressi di Brescia.
Il 22 maggio la "Verona" entra in linea nel settore di Vallarsa, occupando il tratto di linea Rio Leno - M. Dietro il Gasta. Nei primi giorni sulla fronte da essa presidiata non si svolgono che azioni di artiglieria; il 31 maggio l’85° riceve il cambio e si porta sul Pasubio a presidio della linea Palon q. 2081 - Passo dell'Ometto, mentre l'86° rimane con due battaglioni nel settore Vallarsa alla dipendenza della brigata Roma.
Il 10 giugno ha inizio la nostra ripresa offensiva nel settore Vallarsa; l’azione deve tendere alla conquista delle posizioni del Costone della Lora (q. 2043) - Sette Croci, ma per la reazione violenta del nemico esplicata specialmente con fuoco di mitragliatrici e per le cattive condizioni climatiche, non si raggiungono sensibili risultati, malgrado gli energici tentativi rinnovati più volte nei giorni successivi fino ai primi di luglio. Il 5 luglio la brigata, sostituita, si trasferisce a riposo a Torrebelvicino.
Intanto i due battaglioni dell’86°, rimasti nel settore Vallarsa in linea sulla destra del T. Leno, concorrono agli attacchi svolti contro la linea Matassone - Pozzacchio - M. Testo; il 1° luglio reparti del III/86° riescono ad occupare alcune posizioni sotto il Pozzacchio.
Il 7 luglio i due battaglioni, ricevuto il cambio, si trasferiscono a Torrebelvicino, riunendosi alla brigata che nelle azioni svolte dal 22 maggio al 7 luglio ha perduto 48 ufficiali e 1843 uomini di truppa.
La "Verona", dopo un breve periodo di riposo, si porta nel settore Alto Posina ed invia, il 10 luglio, due battaglioni, II/85° e IV/86°, in rincalzo ai battaglioni alpini Exilles e M. Berico, destinati ad operare contro il Passo della Borcola, però, malgrado i violenti attacchi svolti con alterna vicenda sino al 22 luglio, non si possono conseguire notevoli vantaggi.
Segue un periodo di relativa calma durante il quale i reparti della brigata si alternano nel servizio di trincea.
Dal 10 al 15 settembre è tentata un’azione offensiva per l’occupazione di Cima Grama e Corno del Coston; ma l’intenso fuoco di mitragliatrici e bombarde e l’asperità del terreno non consentono di raggiungere alcun risultato tangibile.
Il 20 ottobre, ripresasi l'azione offensiva sul M. Pasubio, la brigata per impegnare il nemico sulla propria fronte, tenta l'occupazione del Passo della Borcola; l’azione svolta con decisione e audacia non dà sensibili risultati, principalmente perché ostacolata da una violenta tormenta di neve.
Ai primi di novembre la "Verona" si trasferisce nel sottosettore di Vallarsa e del Cosmagnon senza partecipare ad alcun avvenimento notevole fino a tutto dicembre.

Per le azioni sul S. Michele e sul M. Pasubio del maggio e del luglio 1916, alle bandiere dei reggimenti venne concessa la medaglia d'argento al valore militare.

 

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Anno 1917

Fino al 23 marzo i reggimenti si alternano nel presidiare le trincee del sottosettore Vallarsa.
Il 24 la brigata riceve il cambio e si trasferisce in Val Lagarina alla dipendenza della 59a divisione; vi giunge il 5 aprile ed i battaglioni a turno sono adibiti a lavori difensivi nel settore di Ala. Alla fine di maggio è inviata alla fronte dell'Isonzo e riunita nei pressi di Gradisca.
Passata poi a disposizione della 45a divisione, invia successivamente i reggimenti in rincalzo delle truppe operanti contro l’Hermada; si schiera quindi lungo il tratto S. Giovanni di Duino e le posizioni delle qq. 110 e 43. Dal 23 maggio al 4 giugno, lavorando e combattendo ininterrottamente, i suoi battaglioni mantengono le posizioni, respingendo nettamente i contrattacchi nemici. Su tale fronte il nemico, all’alba del 4 giugno, sferra un poderoso attacco; i reparti della brigata, dopo eroica resistenza ed ingenti perdite, sono costretti a cedere e a ripiegare su di una linea arretrata.
Il 7 giugno la brigata sostituita da altre unità si trasferisce nei pressi di Palmanova per riordinarsi.
Completata la sua ricostituzione essa trovasi il 14 luglio riunita nei pressi di Fogliano alla dipendenza della 14a divisione. Il 18 entra in prima linea nel tratto di fronte fra Castegnevizza e Boscomalo, permanendovi fino al 16 agosto. In questo frattempo respinge vari attacchi nemici; migliora le posizioni e, con azione costante di difesa attiva, conquista terreno oltre la linea avanzata; dopo si trasferisce in riserva a Crauglio.
Il 30 agosto è inviata nella zona di Bodrez - Loga e il 31 entra in linea, presidiando le posizioni avanzate raggiunte dopo l'attacco contro il Volnik e vi compie un periodo di attività normale fino alla metà di settembre: passa poi in seconda linea nei pressi di Lahka.
Il 15 settembre l’86° concorre ad un'azione offensiva svolta dalla brigata Sassari contro le posizioni di q. 862 e q. 895 (nord est di Kitscharis) che sono occupate e saldamente mantenute: la prima dal II/86°, la seconda dalla brigata Sassari e dal I/86°. Ultimata l’azione, la "Sassari" viene ritirata e la "Verona" presidia le posizioni conquistate. Contro di esse il nemico si accanisce in disperati contrattacchi (dal 16 al 25 settembre), ma è sempre respinto. Dal 26 settembre al 23 ottobre la brigata è in seconda linea, dapprima a Canale, poi verso l’Oscedrik. Il 23 trovasi nuovamente in linea.
All’inizio dell’offensiva austriaca essa viene schierata nel settore q. 920 e q. 895 (Volnik) con due battaglioni in riserva sul rovescio dell’Oscedrik, alla dipendenza della 10a divisione.
Tutti gli attacchi nemici vengono respinti; ma nella notte sul 25 la brigata, in seguito a ordine superiore, ripiega ordinatamente sulla linea principale di resistenza (Ossoinca - Oscedrik) non molestata dal nemico, che non si è accorto nemmeno dell’avvenuto movimento.
Nel pomeriggio del 25 ottobre la brigata, rimasta con l’ala sinistra (86° fanteria) scoperta, per il ripiegamento della divisione (68a) con la quale era a contatto, viene violentemente e reiteratamente attaccata dal nemico che ne tenta l’aggiramento; ma riesce a respingerlo sempre ed a mantenere le sue posizioni, proteggendo la ritirata delle truppe lungo l'Isonzo. A notte inoltrata, in seguito ad ordine, riprende il ripiegamento e, per vie eccentriche, sotto il violento fuoco dell'artiglieria nemica, giunge all’Isonzo che passa, nella giornata del 26, a Plava.
Il 27 ottobre la brigata da Plava ripiega su Corno di Rosazzo quindi sulla destra del Tagliamento per i ponti di Madrisio e di Latisana, dopo aver opposto al nemico una tenace resistenza nei pressi di Bertiolo, coprendo nel ripiegamento le altre truppe della divisione. La marcia prosegue penosamente ed attraverso grandi difficoltà, dovute all’enorme intasamento delle strade.
Il 30 ottobre la brigata giunge a Pozzecco in estrema retroguardia e trovasi quasi circondata da truppe germaniche.
Per tentare di arrestare l'incalzante avanzata, l'86° fanteria, ridotto a poco più di 300 combattenti, attacca il villaggio di Villacaccia, ma, per deficienza di mezzi e di forze, si trova nella impossibilità di sloggiare il nemico.
Verso sera è ripreso il ripiegamento. A notte inoltrata la brigata cozza contro altri reparti germanici. Il comando di brigata e l’86°, che trovansi in testa alla colonna, dopo una breve ma disperata lotta, che permette alle truppe retrostanti di aprirsi un varco, esauriti tutti i mezzi di difesa devono cedere alla soverchiante forza avversaria.
Il 3 novembre si riprende il movimento verso il Piave e la brigata l'8 si riunisce nei pressi di Venegazzù, ove si ricostituisce in un solo reggimento (85°).
Segue un periodo di continui trasferimenti nella zona delle retrovie e il 2 novembre la brigata, ricostituita nel suo organico, si porta nella zona di Thiene.
Ai primi di dicembre l’85° e 86° sono inviati rispettivamente in rincalzo alla 2a divisione (fronte della Val Frenzela da Buso a Stoccareddo) e della 29a divisione (fronte Col d’Astiago - Col dei Nosellari). Frattanto le nostre linee difensive sull'Altipiano vanno gradualmente aumentando di efficienza e la minaccia nemica, dopo strenua lotta, è finalmente contenuta. Il 15 dicembre tutta la brigata passa alla dipendenza della 2a divisione schierandosi nel tratto: Buso, Zaibena, Portecche.
Il 23 dicembre il nemico sferra un attacco poderoso contro le linee di Col del Rosso e dopo lotta violenta se ne impossessa, rendendo in tal modo pericolosa la situazione della brigata, schierata nelle trincee di Portecche. I suoi reparti, coinvolti nell’azione, eseguono con valore e tenacia ripetuti contrattacchi per arginare l’offesa nemica; anche nella giornata del 24 viene esplicata la massima resistenza e la lotta continua eroica e tenace lungo le pendici sud-est di Col del Rosso con alterna vicenda e perdite ingenti per la "Verona".

Sopraggiunti, il 25, i rinforzi, i resti della brigata sono ritirati dalla 1a linea e riuniti prima a Puffele e quindi a Marostica; quivi essa viene sciolta.

 

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Anno 1918

Il 1° giugno la brigata Verona è ricostituita in Albania coi reparti della 20a brigata M. T., 47° e 48° reggimento M. T. che, dopo aver sostituiti gli elementi anziani con militari delle classi giovani, assumono rispettivamente il numero di 85° 86° reggimento fanteria.
Essa è dislocata sulla Vojussa, a nord di Valona, alla dipendenza della 38a divisione.
Dovendosi iniziare le operazioni per la conquista di Fieri nella notte sul 5 luglio, la brigata passa la Vojussa al ponte di Idrisit ed al traghetto di Poro e si ammassa nella zona di Res-Baciova e Baciova: supera quindi con slancio ed ardimento nella giornata del 7 luglio, divisa in due colonne, le difese di Stulas, di Pojani e del costone di q. 166 (Vaziza); sono catturati 500 prigionieri con abbondante materiale di guerra e sono fatti saltare diversi depositi di munizioni.
Nei giorni successivi si spingono ricognizioni a sud-est di Fieri, che frattanto è occupata all’alba del 9. Il 15 luglio la brigata assume la difesa della fronte nord del campo trincerato di Valona, con due battaglioni sulla Malakastra ed un posto avanzato al Monastero di Ardenica. Segue un periodo di normale attività caratterizzato da piccole azioni di pattuglie in ricognizione, e da alcuni contrattacchi del nemico sempre respinti.
Nella notte sul 1° ottobre il nemico abbandona le linee di difesa e si ritira verso nord.

Mentre i nostri cercano con nuclei di cavalleria e autoblindate di riprendere il contatto, la brigata si porta sulla sinistra del Semeni, occupando varie località, ed il 10 ottobre con alcuni reparti oltrepassa lo Skumbi. Ivi ogni attività bellica cessa, ed i reparti attendono ai lavori stradali sino alla proclamazione dell’armistizio.

 

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