Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "VICENZA"

(277°, 278° e 279° Fanteria)

Mostrina

Costituita nel luglio 1917: Il Comando di Brigata ed il 277°, dal deposito del 25° Fanteria; il 278° dal deposito del 74°; il 279° dal deposito del 65°

 

 

anno 1917

anno 1918

 

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Anno 1917

Dal 14 al 20 luglio nella zona di Pradamano si concentrano i battaglioni di marcia provenienti dai reggimenti 25°, 43° e 44° per il 277°; presso Lovaria quelli del 33° reggimento di marcia per il 278°; ed a Cusignacco quelli del 31° e 32° di marcia per il 279°.
La brigata, alla dipendenza della 66a divisione, assume, in un primo tempo, la denominazione di "E" poi quella di "Vicenza".
Dopo un periodo di preparazione, il 5 agosto, si trasferisce nella zona di S. Andrat, S. Biagio di Romagno, Gramogliano; il 17 in quella di Visnjevik, Nosna, Krasno e nella mattinata del 21 è così dislocata: il 277° a disposizione della 60a divisione, il 278° nel Vallone Kotec - Potok, il 279° prima in quello di Gorenje Vas e poi a Pecno di Canale.
Il 22, il comando di brigata ed il 279° si mettono in marcia da Pecno di Canale per q. 600 (selletta del Vhr); il 278° passato a disposizione della 47a divisione, si porta nella conca di Vhr a rinforzo delle truppe combattenti sull'Oscedrih. Più tardi anche il 279° passa alla dipendenza della 47a divisione e viene messo a disposizione della "Elba" per l'attacco a M. Jelenik.
Ammassatosi sulle pendici settentrionali del M. Kuk (q. 711), a mezzogiorno sferra l'attacco e, di primo impeto, conquista la selletta del Kuk, spezzando la tenace resistenza nemica. Dopo una breve sosta, necessaria per far battere le mitragliatrici avversarie ostacolanti l'avanzata, il I battaglione riprende l'operazione sulle pendici orientali dello Jelenik, il II su quelle occidentali, seguito dal III di rincalzo. I riparti, con slancio ed ardimento, cacciano il nemico rafforzato in due ordini di trincee che conquistano, catturando 500 prigionieri ed una rilevante quantità di materiali fra cui tre cannoni ed un riflettore di grande portata.
Verso sera tutta l'altura dello Jelenik è in possesso del 279° che si sistema in modo da fronteggiare eventuali contrattacchi.
Il 278°, messo a disposizione della 5a brigata bersaglieri, con il I e II battaglione partecipa all'occupazione di q. 700 verso Stari S. Duca, il III è in riserva. Le truppe attaccano risolutamente, malgrado la difficoltà del terreno e l'intenso fuoco che l'avversario rovescia sulle ondate; verso sera l'obbiettivo è occupato parzialmente, ma nella notte il reggimento ripiega sulle posizioni di partenza.
La mattina del 23 i tre reggimenti tornano alla dipendenza del proprio comando di brigata meno il I/277°.
Il 24, dalle posizioni del Kuk e dello Jelenik la "Vicenza" inizia l'avanzata verso la linea marginale dei boschi dell'Oscedrih. L'incarico è affidato al I e III/277° e III/279°. Il nemico oppone tenace resistenza. Nelle prime ore del pomeriggio, per non rendere infruttuoso il movimento delle fanterie del II corpo d'armata verso Ravne, il 277° forza la resistenza nemica e, dopo accanito combattimento, occupa Bate, ove cattura prigionieri e materiali; profittando delle favorevoli condizioni prosegue all'occupazione degli obbiettivi del 279°, che passa in rincalzo a nord di Bate; il 279°, lasciata la selletta fra Jelenik e q. 747, avanza verso la fronte Lahka q. 770 - Slemo.
Il 25, la brigata discende dalle alture di Lahka q. 770 e Slemo, formando due colonne d'attacco, la prima col I, II/279° e II/277° opera contro q. 862; la seconda col III/277° e III/279° contro q. 878. Il 278°, avanzando in direzione di Stari S. Duka, sosta nei pressi di Nerobo in riserva di corpo d'armata. La colonna del 279° avanza, all'alba, nelle località comprese fra le quote 878 e 877 e la cappelletta a sud, ma, allo sbocco di Breg, trova la prima tenace resistenza, opposta da tiratori con mitragliatrici annidati nei boschi e fra i roccioni. Superate le difficoltà del terreno e della difesa, s'impadronisce di buona parte delle alture fra le qq. 862 ed 878. I battaglioni, costretti a fermarsi, si rafforzano sul terreno conquistato.
La colonna del 277° si dirige sulle pendici nord di Zgorevnice (q. 878), che, malgrado tenaci sforzi, non riesce a far cadere.
Dal 26 al 28 gli obbiettivi di q. 862 e q. 878 vengono insistentemente attaccati, ma, per la tenacia nemica, i progressi sono minimi.
Il giorno 28, non appena il I/277° ha raggiunto la brigata, viene inviato a Ravne a disposizione della 47a divisione. All'imbrunire le brigate "Vicenza" e "Sassari" (60a divisione) assumono lo schieramento per ala. La mattina del 30 la "Sassari" concentra i suoi sforzi su q. 878, la "Vicenza" su q. 862, ma il 279° di ciò incaricato, malgrado il suo magnifico spirito offensivo, non può avanzare. Nei giorni 1 e 2 settembre, il 277° e il III/279° si riuniscono, nel vallone di Gorenje Vas al 278° rimasto durante le operazioni in riserva della 53a divisione e si sistemano: il 277° a Leproso, il 278° nella zona di Azzano, il 279° in quella di Ipplis. Mentre la brigata è tutta intenta alla sua riorganizzazione, il 24 ottobre viene spostata con la massima urgenza in val Natisone, fra Stupizza e Brischis, per il precipitare degli eventi sulla Bainsizza.
Giunta sul posto, al 279° è assegnata la difesa della stretta con il I battaglione in fondo valle, il II sulle pendici di M. Kabruna ed il III su quelle di M. Mia; il 277° si disloca a Loch ed il 278°, passato il ponte di Podvarcis, si porta sulla destra del Natisone all'altezza di Loch. Dopo vari spostamenti eseguiti nella giornata del 25, il 26 la brigata si disloca con il 277° a M. Juanaz; il 278° a Torreano; il 279° fra M. Maddlesena e M. Kraguenza, dopo aver ripiegato sotto la pressione nemica. Nel pomeriggio, l'avversario, superate le resistenze opposte da riparti del 227° e del 228° sulle posizioni di M. Kraguenza, si spinge verso M. Juanaz e per Mararotis in fondo valle. Il 277°, minacciato sulla destra, tenta sventare il pericolo, contrattaccando. Il I battaglione fronteggia ed arresta le truppe austriache dilaganti, ma nella notte esse premono da ogni parte: il I e III battaglione, sempre combattendo, si portano su M. Kaludranza, mentre il II che ha ripiegato da M. Juanaz, su Canebola.
La mattina del 27, il 277°, dislocato con il I battaglione su M. Kaludranza, viene attaccato da forze rilevanti; esso resiste all'urto e le rigetta in fondo valle.

Nel pomeriggio la "Vicenza" ripiega; il 278° e 279° per la valle del torrente Chiaro, il 277° per quella del torrente Grivio, su Castello la Motta; quivi giunta, il 277° si disloca a Vergnacco, il 278° fra Primolano e Savorgnano ed il 279° in riserva a Molino Cometto. Nella notte sul 29, la brigata passa il Tagliamento al ponte di Pinzano, dirigendosi a Boseglia ove occupa il ponte, il casello ferroviario ad est del paese e l'altura di q. 159 a sud della chiesa di Gaio. Il 31, si porta fra Valvarone e C. Partenio (25a divisione). Ma nella mattinata del 1° novembre, il 277°, per via ordinaria, raggiunge Barbeano e passa a disposizione della "Lazio" per proteggere, il 6, la ritirata del VII corpo d'armata. Il 278° ed il 279° si rafforzano sulla destra del Monticano. Nei giorni 8, 9 e 10 tutta la brigata si riunisce a Scorzè ove, il giorno 12, viene sciolto il 279°. Dopo numerosi spostamenti si accantona sulla zona Rezzato, Gavardo, Virle Treponti (26a divisione) ove i riparti si preparano per nuovi cimenti.

 

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Anno 1918

Il nuovo anno trova la "Vicenza" alacremente intenta alla sua riorganizzazione.
Il 9 febbraio, cessatA di far parte del III corpo d'armata, si disloca nella zona di Rivoltella, Osteria di Lugano, Germione.
Al completo si trasferisce, il 3 aprile, tra Mincio e Tione a nord della strada Valeggio - Torre Gherla; il 277° è ad Oliosi, il 278° a Salionze.
Verso lo scorcio del mese la 26a divisione deve sostituire la 37a nel settore Brentonico; la "Vicenza", che ne fa parte, il 26 si sposta per ferrovia da Peschiera ad Avio raggiungendo poi per via ordinaria le posizioni assegnatele. Il cambio avviene durante la notte dal 27 al 28; il 277° sostituisce il 280° nel sottosettore Coste di Tierno, il 278° il 281° in quello di Castione.
Dopo un periodo di calma relativa, durante la notte sul 21 maggio, il nemico, bombardate violentemente le linee tenute dal 277°, attacca vigorosamente parte di esse riuscendo ad ottenere un primo successo. Viene però violentemente contrattaccato e dopo breve lotta scacciato ed inseguito.
Trascorsi tre mesi durante i quali la vita di trincea della "Vicenza" viene solo animata da piccoli episodi di pattuglie e da quasi quotidiani bombardamenti essa si porta, ai primi di settembre, tra Vignola e Postemone. Dal 2 al 7 ottobre si trasferisce sulle posizioni dell'Altissimo per dare il cambio alla brigata speciale Czeco-Slovacca; il 277° sostituisce a Doss Casina il 32°; il 278° il 31° nel sottosettore Campei.
Il 13 ottobre il riparto arditi del 278°, dopo aver tagliato il reticolato percorso da corrente elettrica che circonda il posto avanzato di casa Palù, riesce a penetrarvi catturando parte del presidio.
Il 2 novembre, rilevata dal 114° battaglione di M. T. e da quelli complementari della "Vicenza" e "Pistoia" la brigata si concentra nella zona Prada, Brentonico, vallone Bersaglio destinata quale rincalzo alla "Pistoia" che ha compito di sfondamento nel tratto Villa Salvotti, Molino Vecchio, Tierno. Due battaglioni del 278° il II e il III passano alla dipendenza del 35° fanteria impegnato sul Tierno. Il giorno 3 il II/278° oltrepassa la linea di osservazione di Monte Giove, occupa successivamente Mori Vecchio, Mori Nuovo, Ravazzone, Isera ed arrivato a Castellano viene raggiunto dal resto del reggimento.

Il giorno 4 la brigata prende gli alloggiamenti nella zona di Romagnano, Rio Ravina, Aldene, ove è raggiunta dall'armistizio "Badoglio".

 

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