Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


BRIGATA "VOLTURNO"

(217° e 218° Fanteria)

Mostrina

 

Costituita il 23 marzo 1916: il Comando di Brigata ed il 217° dal deposito del 29° Fanteria; il 218° dal deposito del 15° Fanteria. I due Reggimenti erano stati formati fin dai primi di dicembre del 1915.

 

anno 1916

anno 1917

anno 1918

 

Home

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1916

I reggimenti della "Volturno", assegnata alla 10ª divisione, giungono in zona di guerra: il 217° il 16 febbraio ed il 218° il 23 marzo e di dislocano nella zona fra Barazzeto, Meretto di Tomba, Nogaredo di Corno e Plasencis.
Nei giorni 18 e 19 aprile la brigata parte in ferrovia dalle stazioni di Codroipo e di Pasian Schiavonesco diretta a Bassano, ove sosta fino al 16 maggio, per trasferirsi il 17 fra Primolano, Fastro, Carpanè, Cismon e S. Gaetano. L'indomani, in ferrovia e su autocarri, inizia il suo trasferimento in Val Leogra, e di qui il 19 invia i battaglioni I e II del 218°, per il vallone di Foxi, a rincalzare la difesa di Col Santo ed il III alla occupazione di M. Pasubio. Lo svolgimento delle operazioni in corso colà richiede l'intervento del 217° che riesce a mantenere e a rafforzare l'occupazione che è la seguente: a sinistra il III/218° dal Soglio dell'Incudine alla vetta centrale (q. 2200), al centro il II/217° fra M. Pasubio ed il Corno di Pasubio, a destra il I/217° sul Corno predetto. Il III/217°, giunto la notte sul 20, è di riserva. La brigata passa alla dipendenza della 44ª divisione, meno il comando del 218° ed i battaglioni I e II di esso, rimasti in Vallarsa alla dipendenza tattica del comando della brigata Verona.
Fino al 24 la "Volturno" reagisce ai vari tentativi di attacco nemici che vengono frustrati. La notte sul 25, il 217°, sostituito dal 71° fanteria, scende al colle di Xomo, dislocando più tardi il suo III battaglione sullo sperone dei Sogli di Campiglia agli ordini del comandante del 219° reggimento.
La brigata, il 28 maggio, ha ordine di sostituire la "Verona" in Vallarsa, ma nuovi eventi bellici in corso al colle di Xomo, fanno sospendere l'ordine e richiamano in linea il 217°. Il nemico, difatti, era riuscito, il 28 stesso, ad occupare alcune posizioni, tenute dal 219°, a nord dei Sogli di Campiglia fra la valle di Bettale e il pianoro di Maso. Al 217° è perciò affidato il compito di contrattaccare dai Sogli di Campiglia verso il pianoro di Maso per la riconquista della linea perduta. Esso agisce con due battaglioni: il I per il vallone dei Corvi ed il II per il vallone a sud - est dei Sogli di Campiglia; le prime ondate riescono ad occupare la trincea perduta, ma il tiro di reazione è così violento da consigliare un graduale ripiegamento sulle posizioni di partenza. Il 29 l'azione è ritentata dal III battaglione, in concorso con riparti della "Sesia" e della "Sele" e la trincea ripresa, ma un nuovo contrattacco avversario impone, anche questa volta, il ripiegamento. Il 217° ha perduto 26 ufficiali e 662 militari di truppa.
Intanto il 218° che, come s'è detto, fu il 19 maggio inviato a rincalzare, coi battaglioni I e II la difesa del Col Santo, raggiunge, lo stesso giorno 19, la sella fra M. Spil e M. Testo. Mentre il I battaglione si spinge all'occupazione del piano roccioso fra M. Corno e M. Testo, il nemico attacca in forze da Malga del Cheserle e dalle pendici del M. Spil, ma viene arrestato dal I battaglione, che si accinge a puntare sul Col Santo quando un ordine di ripiegamento ritrae il reggimento ad Osteria alla Streva e Dosso di Parucca, e, più tardi, a Pian delle Fugazze.
Il 23, essendo stata attaccata l'ala sinistra del 202°, i due battaglioni del 218° sono inviati a Zendri. Quivi giunti distaccano due compagnie per occupare M. di Mezzo che deve essere mantenuto fino all'arrivo dell'86° in marcia da Camposilvano e con i rimanenti riparti presidiano il gruppo roccioso Loner - Focolle, prima che se ne impossessi il nemico. La pressione avversaria sempre intensa obbliga frattanto il 202° a ripiegare dal Parmésan sulla linea principale di difesa, ma la notte sul 24 la 5ª compagnia del 218°, rinforzata da due plotoni della 6ª, ne ritenta l'occupazione: facilitata da una notte buia e burrascosa può raggiungere di sorpresa il monte, ma l'alba permette al nemico di reagire minacciando di aggiramento la compagnia, che è costretta a ripiegare in ordine sulle case di Pezzati.
Il 7 giugno i due battaglioni del 218° sono sostituiti in linea dall'80° fanteria ed inviati a Valli dei Signori, ove giunge da S. Antonio in Val Leogra anche il III battaglione che, sino al 31 maggio, ha concorso brillantemente alle operazioni sul M. Pasubio. Il 9 il 218° è trasferito fra Ponteverde e Dolomiti in riserva divisionale, ma dopo due giorni è inviato sul Pasubio e al Palòm di Pasubio a sostituire il 71°, ripassando alla temporanea dipendenza della brigata Verona.
Il 20 giugno, il 217°, che è rimasto sempre in linea ai Sogli di Campiglia, alle dipendenze tattiche del comando della "Sele" (27ª divisione), coadiuvando, con azioni dimostrative, quelle che la detta brigata ha svolto su Soglio e Tezza della Rasta, è rilevato in linea dall'80° e si trasferisce prima a San Antonio e poi, nei giorni 22, 23 e 24, fra Pian delle Fugazze e Malga del Cornetto quale riserva divisionale.
Il 26, avuto sentore della ritirata nemica da Vallarsa, il comando della "Volturno", riceve ordine di portarsi, col 217° e col reggimento misto dipendente dal comandante del 71° (un battaglione del 71°, uno del 72° ed uno dell'86°), ad occupare, risalendo la Valle di Foxi, le posizioni di M. Trappola, M. Corno e M. Testo. Appena il 217° arriva all'altezza di Chiesa, un violento tiro d'artiglieria ne rallenta la marcia, che trova difficoltà ancora maggiori in prossimità di Foxi.
L'avanzata prosegue nella notte sul 27, il 217° deve risalire la Valle di Foxi ed il Boale Zocchi per occupare coll'avanguardia il ciglio delle alture tra M. Testo e M. Corno, in modo da consentire ai battaglioni che seguono su tre colonne la conquista dei monti stessi. Appena l'avanguardia raggiunge la testata del Boale Zocchi è accolta da vivo fuoco di fucileria; sono spinte subito ardite ricognizioni verso i ristretti passi della cinta di roccioni che corona la detta testata, s'ingaggia un violento combattimento contro i difensori che, protetti dalle difese naturali del terreno, reagiscono con fuoco di mitragliatrici e di fucileria e con lancio di bombe e sassi.
L'alba sopraggiunta aggrava le critiche condizioni degli attaccanti che, disimpegnandosi gradatamente dalla lotta, ridiscendono il Boale fino alle alture di Foxi, senza perdere il contatto col nemico. Intanto il II/72°, giunto alla testata di Val del Grobe, trova il M. Trappola validamente occupato e lo attacca, ma la reazione avversaria non consente il raggiungimento dell'obbiettivo; sono quindi inviate in suo rinforzo due compagnie del III/217° che, obbligate a sfilare lentamente lungo il Vallone di Foxi sotto il tiro d'interdizione, giungono a destinazione quando il battaglione attaccante ha deciso di raggiungere il proprio reggimento a Foxi, poiché minacciato di aggiramento.
L'azione è ritentata il 28 giugno; vi concorrono due mezze compagnie del 71° e quattro compagnie del 217°, agli ordini del comandante di questo reggimento; tali riparti risalgono il Boale Zocchi, mentre le truppe laterali tendono al rovescio dei monti Corno e Testo.
La colonna attaccante raggiunge la testata del Boale e, nonostante la sua critica posizione, la mantiene in suo possesso in attesa del momento propizio per il proseguimento dell'azione. Il 29, non migliora la situazione dei riparti laterali, mentre si aggrava quella delle truppe del 217° che, lasciata una linea di posti avanzati dall'altura di q. 1007, sono raccolte a ridosso delle alture del fianco destro della valle di Foxi.
Cade sul campo il comandante del 217°.
Il 1° luglio il III/217° opera una nuova puntata verso la testata del Boale per mantenersi in vigile contatto col nemico, e sostiene un nuovo combattimento coi difensori annidati fra le rocce.
Le operazioni in corso sul Pasubio, richiedono l'urgente invio in tale zona di due battaglioni del 217° (I e II) che sono, il 2 luglio, raccolti a Pian delle Fugazze ed inviati il I al Palom per rinforzare le truppe dislocate ivi ed alla q. 2200, il II al Soglio dell'Incudine in riserva. Il comando della brigata è inviato sull'Albergo Dolomiti a disposizione del comandante della 44ª divisione.
Sul Pasubio opera intanto il 218° destinatovi, come si è detto, fin dal giorno 11 giugno. Il suo I battaglione inizia il 12 l'avanzata verso la q. 2200 scendendo alle Porte del Pasubio ed il III appoggia il I sporgendosi verso il Cogolo Alto e verso il Coston del Lora.
I battaglioni, per quanto ostacolati dalle difficoltà del terreno, dalle avverse condizioni metereologiche e dalla reazione avversaria, fanno lievi progressi specie verso il Coston del Lora, finché il 27 giugno, in seguito ai brillanti risultati della nostra controffensiva sull'Altopiano, si decide di attaccare su tutta la fronte del Pasubio.
I riparti avanzano verso q. 2043 e la "Casermetta difensiva", che sono serrate da vicino; le trincee tolte all'avversario, sono sollecitamente rafforzate, la lotta incalza su tutto il settore, ma il nemico, il 2 luglio, inizia un violentissimo bombardamento che prelude ad un attacco, in vista del quale, sono richiesti due battaglioni del 217°.
Il 5 luglio alla brigata è concesso un breve periodo di riposo: il I/217° scende a S. Antonio ove è raggiunto, tra il 6 ed il 17, dal III battaglione rimasto sino allora in Valle di Foxi, mentre il II permane al Soglio dell'Incudine; il 218°, meno il III battaglione che resta nelle posizioni del Cogolo Alto fino al giorno 8, si reca a Valli dei Signori ove si trasferisce anche il comando di brigata.
Il giorno 11 la "Volturno" è rimandata, in autocarri, al Pasubio, ove disloca il 217° fra Cogolo Alto (I) e le Porte di Pasubio (III) ed il 218° fra Corno di Pasubio (I) ed il Passo di Fontana d'Oro (II e III). Il comando si sposta alle Porte di Pasubio.
Mentre la brigata si accinge a sostituire in linea la "Liguria" un nuovo ordine la traferisce il 15 a Schio, poi a Magrè, ove accampa.
Il 24 luglio passa a far parte della 32ª divisione e nei giorni 27 e 28 sostituisce la "Cagliari", schierando il 218° nelle posizioni di M. Aralta , Roccolo dei Sogli, e riunendo il 217° a Contrada Alba.
Dal 4 al 7 agosto rileva la "Ravenna" nelle posizioni di M. Seluggio (218°) e di Val Pòsina, presso Fusine (217°). Dal 12 al 15 essa estende la sua occupazione alla fronte M. dei Calgari, M. Gamonda, che affida al 217°.
Il 16 il nemico riesce a penetrare in una trincea sulla parte alta del costone di Scatolari, ma con un contrattacco alla baionetta lo ricaccia nelle sue posizioni. Il 24 un riparto del 217°, con ardito colpo di mano, occupa la contrada Galgara. Il nemico, per reazione, il giorno successivo attacca il saliente a sud di q. 1085, tenuto dalle compagnie 9ª e 12ª del 218° e riesce quasi a raggiungerlo, ma anche questa volta è respinto con sensibili perdite, ed uguale sorte ha il suo tentativo operato il 27 contro contrada Galgara. Esso riesce, invece, ad occupare la "Casetta" posta a sud di Laghi, che è ripresa, però, la sera del 29.
Dal 10 al 12 settembre, allo scopo di assecondare l'azione delle divisioni 27ª e 44ª, la brigata opera dimostrativamente verso le posizioni di Bruschi, Menara, Tretti e di q. 1004 e quest'ultima è definitivamente occupata il 25 dello stesso settembre.
Il 10 ottobre una nostra pattuglia, con azione di sorpresa, occupa il roccioso antistante a q. 1004 e vi si rafforza. Durante i mesi di ottobre e novembre proseguono le azioni dimostrative.
Il 18 novembre è ricacciata una puntata offensiva eseguita da un riparto nemico che tenta avvicinarsi al posto di Case Tovo, fingendo di essere composto da disertori rumeni.

Nella notte sul 25 dicembre, allo scopo di assicurare una nuova linea che risponda maggiormente agli scopi tattici del periodo invernale, viene ordinato l'arretramento di quella avanzata, compresa fra le pendici meridionali dei Castelli - M. Seluggio - Strada Riofreddo, su quella: Roccioni a nord - ovest di q. 1004 - Passo della Lazza - Malgarini - Fondo Val Tovo - Costone Penare - q. 1008 (Sogli Bianchi) - q. 776 - C. Forcella - Sperone dei Frighi - Bugni. In questa nuova linea la "Volturno" alterna i suoi battaglioni, esercitando assidua vigilanza e compiendo molti lavori di sistemazione difensiva.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1917

La "Volturno" permane ancora a lungo sulla consueta fronte, ma nei primi dell'anno la propria attività è paralizzata dall'inverno e dall'abbondante caduta di neve. Essa, sempre vigilante, compie frequenti azioni di pattuglie che hanno lo scopo di tenere il nemico in continuo allarme e di carpirgli dei prigionieri. Sono degne di nota le azioni svolte dai suoi riparti il 12 marzo ed il 1° aprile contro il posto avversario della "Casa senza tetto" sita a nord-ovest di Laghi; esse raggiungono lo scopo di distruggere quell'appostamento molesto alla nostra difesa.
Il 22 giugno una grossa pattuglia del 218° si scontra con altra di pari forza presso Balassi. Il conflitto produce perdite d'ambo le parti.
Dal 10 al 12 luglio il 217° è messo alla dipendenza della 9a divisione e dislocato nei settori di Pòsina ed Astico in sostituzione della brigata Jonio. Il 1° agosto il nemico tenta di sopraffare il nostro posto avanzato di Garioni, ma è nettamente respinto dai riparti in linea. Dal 7 al 9 agosto il 27° cessa dello speciale compito, rientra alla brigata e riprende ad alternarsi col 218°.
Il nemico, il 17 ottobre, inizia un violento bombardamento su tutta la fronte della brigata e lo prosegue il 18 con pari intensità, lanciando alcuni riparti all'attacco. Una colonna, ammassatasi a nord di Casoni Viosa, si avvicina al ridotto di Sogli Bianchi che è contemporaneamente raggiunto ad ovest da un'altra colonna. La crisi della sostituzione in atto fra riparti dei due reggimenti, ed il fumo prodotto dal bombardamento consentono al nemico di penetrare nel ridotto il cui presidio si difende energicamente, ma deve cedere alla superiorità di forze dell'avversario. Questo, il 19, tenta tre volte di occupare il nostro posto avanzato antistante al passo della Lazza ma è sempre ricacciato.
Nei giorni dal 21 al 29 ottobre la brigata è inviata fra Contrada Bosco e Contrada Maggiore, meno i quarti battaglioni di entrambi i reggimenti che rimangono in linea nel sottosettore Sella-Gamonda-Calgari per qualche giorno ancora.
Il 1° novembre due battaglioni del 218° sono dislocati sulla linea di difesa ad oltranza del M. Novegno. Il 6 passano alla dipendenza tattica della 9a divisione il comando di brigata ed il 217°, al quale, pur restando dislocato tra Maglio e Contrada Maggiore, è commessa la difesa della linea arretrata: M. Brazome-Onaro-Villa Velo-Seghe-Schiri-Ca'Forcella, mentre il 218°, dislocato con due battaglioni a M. Novegno, uno nel settore Sella-Gamonda-Calgari, e l'altro a Contrada Bosco, rimane con la 32a divisione. Il 4 dicembre un nuovo ordine invia un battaglione del 217° nel sottosettore Gamonda con la 32a divisione e gli altri tre battaglioni a M. Carriola (12a divisione), ove schierano alcuni riparti sulla Tenaglia Magnaboschi. Dall'11 al 14 dicembre il 218°, meno un battaglione che rimane in linea al Passo della Lazza, è raccolto a Contrada Maggiore (9a divisione) ed il 27 è inviato a Osteria di Granezza (11a divisione) dove, sin dal 24, lo hanno preceduto i tre battaglioni del 217° discesi da M. Carriola e Tenaglia Magnaboschi.

I reggimenti iniziano un periodo di esercitazioni e di riordinamento.

 

Torna su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 1918

Il 31 gennaio due battaglioni del 217° sono spostati a Conca Carriola per rientrare a Granezza il 4 febbraio. Dal 10 al 13 di detto mese la "Volturno", meno un battaglione del 217° ed uno del 218° che sono sempre con la 32a divisione nel settore Basso Pòsina, sostituisce riparti delle brigate Pavia e Murge nelle linee del Kaberlaba e del Ghelpac. A capo di un mese la brigata, sostituita dalla "Perugia" è inviata fra Marano Vicentino e Zané, ritornando alla dipendenza della 32a divisione.
In queste località, il 28 febbraio, sono anche discesi a riposo i due battaglioni anzidetti. Il 26 marzo il 217° si porta a Contrada Bosco.
Nei giorni dall'8 all'11 aprile la brigata sostituisce, nelle posizioni a lei ben note, la "Acqui": il 217° assume la difesa del sottosettore Novegno rilevandone il 17°; il 218° dà il cambio al 18° nel sottosettore del Basso Pòsina.
Le brigate si sostituiscono nuovamente dal 20 al 23 maggio.
Il 16 giugno la "Volturno" è trasportata in autocarri a Castelfranco Veneto, il 17 prosegue per Lancenigo (31a divisione). E' in corso la battaglia del Piave. Essa ha il compito di attaccare nel settore Candelù-Saletto.
Il 217° s'attesta con due battaglioni all'argine di S. Marco, uno a nord-ovest di Molino Vecchio con obbiettivo Saletto, l'altro ad ovest dell'argine con obbiettivo il tratto dello stesso a ponente di Saletto; il 218° attesta un battaglione a C. Pastori per puntare al "fortino triangolare" e uno a Candelù diretto a C. Armellini. Lo schieramento, per la mancanza di tempo, viene effettuato in autocarri sotto un furioso bombardamento.
La brigata inizia la sua azione, ma le sue prime ondate cozzano contro un attacco avversario; il combattimento dura, sotto una pioggia dirotta, tre ore. Il 217° investito da forze soverchianti non può avanzare, ma non retrocede a costo di gravi perdite; il 218° raggiunge i reticolati ed impegna una furibonda lotta coi difensori delle trincee retrostanti. Il 18 giugno il nemico riprende il bombardamento che prelude ad un nuovo attacco, il 217° lo previene raggiungendo gli obbiettivi assegnatigli; ma l'accorrere di rinforzi avversari e le perdite subite, specie alla sua ala destra, lo consigliano a ripiegare all'argine di S. Marco. Il 218° intanto resiste, sulle posizioni occupate, alla irruenza del nemico che, vinta la resistenza dei riparti laterali, riesce a penetrare in Candelù, minacciando di aggiramento. Il II/218°, conscio del pericolo, con geniale iniziativa, lancia la sua compagnia di rincalzo ed una sezione mitraglieri sul fianco degli attaccanti, mentre con le rimanenti truppe chiude la falla, arrestando l'irruzione e ricostituendo la linea fra l'argine e la Piavesella, sì che il nemico, rinchiuso in Candelù, viene in parte distrutto ed in parte catturato. Per tre volte esso tenta di riaprirsi il varco, ma altrettante è respinto. Nei giorni seguenti di lotta si localizza intorno ai capisaldi di C. Pastori e di C. Armellini, finché il 23, avuto sentore dell'inizio della ritirata nemica, la "Volturno", passata alla dipendenza della 23a divisione, avanza, riconquistando l'argine regio coi capisaldi di C. Armellini e Fortino Triangolare e più tardi raggiunge la linea avanzata del Piave, catturando molti prigionieri e raccogliendo una rilevante quantità di armi e materiale. Il 25 giugno è riunita fra Carbonera e Cartiere Reali in riserva di corpo d'armata. Nei giorni 26 e 27 è inviata, per ferrovia, a Marano Vicentino (32a divisione), ove inizia il suo riordinamento. Il 13 luglio il 217° ritorna a Contrada Bosco ed il 17 il 218° si porta a Campo Iolanda. Nella battaglia del Piave essa ha perduto 55 ufficiali e 1579 gregari. Il suo contegno fa meritare la medaglia di argento alle sue Bandiere e la citazione sul bollettino di guerra del Comando supremo.
Il 16 agosto i reggimenti si scambiano nei rispettivi alloggiamenti. Nei giorni dal 30 agosto al 3 settembre la brigata è inviata nel settore di Arsiero a sostituire la 2a brigata bersaglieri, occupando la linea dei sottosettori Astico e Riofreddo-M. Caviogio. Essa riprende la consueta attività di pattuglie e respinge il tentativo di occupazione del nostro posto avanzato di Barcarola, fatto dal nemico il 14 settembre. Nei primi cinque giorni di ottobre la "Volturno" è sostituita dalla "Acqui" nel settore di Arsiero ed è schierata in quello di Novegno. Il 20 di detto mese, il 218° rileva il IV gruppo alpini nel sottosettore sinistra Pòsina.
In vista della nostra offensiva in corso, la brigata nei giorni dal 31 ottobre al 2 novembre è sostituita dalla "Pallanza" e dislocata fra Timonchio, Campo Iolanda e Contrada Maggiore. Iniziatosi il ripiegamento del nemico il giorno 2, ha ordine di puntare su Trento, raggiungendo, in un primo tempo, la linea: Rovereto-Sacco-Revian-Pelas e proseguendo, poi, lungo il fondo valle per aggirare sui lati le difese nemiche. Quattro battaglioni della "Volturno", rinforzati da due compagnie mitragliatrici e da un gruppo di artiglieria da montagna, formano la massa di rincalzo: gli altri due battaglioni sono a Serravalle, a disposizione del comando di divisione (32a). Il detto rincalzo, dopo che il IV gruppo alpini, avrà travolta la sistemazione difensiva nemica sulla sinistra dell'Adige e precisamente la linea di Marco, dovrà aggredire le difese esistenti lungo il costone di Zugna Torta e di Costa Stenda ed impossessarsi delle batterie nemiche.
Il 2 stesso, sfondata la linea avversaria da Marco all'Adige, il 217° avanza su Rovereto ed il II/218° su Costa Stenda.
Il 3 i riparti della brigata entrano in Rovereto e marciano verso Trento ove giungono verso le ore 22.
Il 4 tutta la brigata è a Trento: essa prosegue la sua avanzata e raggiunge col 217° Verla e col 218° Pressano, ove trovasi alla conclusione dell'armistizio "Badoglio".
Il numero dei prigionieri da essa fatto ed il bottino sono rilevantissimi.

 

Torna su