Albo d'oro Caduti del Lazio nella prima guerra mondiale 1915 - 1918


REGIA MARINA

 

AFFONDAMENTO CORAZZATA BENEDETTO BRIN – 27 SETTEMBRE 1915

 

L’Imperial-Regia Flotta Austro-ungarica aveva creato, già da prima dell’inizio della guerra, un ufficio informazioni “Evidenzbureau, con sede in Svizzera, con il compito di creare una rete di informatori e di sabotatori che doveva operare in Italia. A capo dell’ufficio era stato posto il Capitano di corvetta Rudolf Mayer che riuscì a mettere a segno alcuni grossi colpi corrompendo economicamente cittadini italiani che, a scopo di lucro, non esitarono a tradire il proprio paese. Era stato creato un vero e proprio tariffario per i traditori che, con la loro azione sabotatrice, avessero portato alla distruzione del naviglio della Regia Marina Italiana: 300.000 lire per l’affondamento di un sommergibile o un cacciatorpediniere, 500.000 lire per un incrociatore, fino all’incredibile cifra di 1.000.000 di lire per la distruzione di una corazzata. I soldi sarebbero stati versati in conti segreti in Svizzera. Per opera di un sabotaggio, venne affondata il 27 settembre 1915, mentre era ormeggiata nel porto di Brindisi, la corazzata Benedetto Brin. L’esplosione causò la morte dell’Ammiraglio Ernesto Rubin de Cervin, del comandante Capitano di Vascello Gino Fara Forni di Pettenasco e di 454 marinai dell’equipaggio.